Papà di Régis Jauffret

Papà di Régis Jauffret

Alfred è stato un padre assente, riposto dopo la morte in un cantuccio della mente del figlio Régis e mai più evocato. Riaffiora dalle rive della coscienza quando per caso Règis assiste a un documentario dedicato alla Francia di Vichy e ai rastrellamenti della Gestapo; mentre le immagini scorrono veloci sullo schermo, appare Marsiglia, il palazzo nel quale è nato e cresciuto, con suo padre ammanettato e condotto via da agenti nazisti. Régis è molto turbato, di questo arresto in famiglia nessuno sembra sapere nulla. D’improvviso lui, narratore di professione,  ha la sensazione di essere stato generato da un personaggio romanzesco. Suo padre Alfred è morto da molti anni ormai, sepolto nella memoria. Il documentario  risveglia il bambino annidato negli strati più profondi dell’anima e spinge il protagonista a ritornare con il pensiero a lui, genitore latitante, personaggio secondario della sua vita, amato con il “beneficio del dubbio”. PAPA’ è una lettura introspettiva, un viaggio nella psiche di un uomo, un tentativo di riappacificazione con una immagine paterna vista come inutilizzabile”. La scrittura è il tramite, il conforto, il ponte tra il bisogno e la realtà; ed ecco che ad un certo punto trapelano dalla memoria spiragli di felicità, celati per mezzo secolo e sepolti in fondo alla memoria. Una storia sofferta e profonda, un passato rievocato nel tentativo di domarlo e tirarlo a lucido.

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