IO SONO L’ABISSO – Donato Carrisi

IO SONO L'ABISSO CARRISI

E’ uno dei thriller più in voga del momento, tutti ne parlano con grande entusiasmo,  non potevo lasciarmi sfuggire IO SONO L’ABISSO di Donato Carrisi.

Il taglio cinematografico conferisce al romanzo un respiro concitato e incolla alla poltrona, i capitoli brevi facilitano la lettura. 

Ecco un piccolo assaggio di trama per chi non teme di rovinarsi l’appetito, ovviamente “no spoiler!” (Leggete senza timore).

L’uomo che puliva è invisibile, vive nel conforto delle tenebre: “Le persone gli passavano accanto, lo sfioravano. Nessuno sapeva chi era l’uomo che procedeva in mezzo a loro. Era solo una macchia trasparente che transitava fugace nel loro campo visivo per poi sparire”.

L’uomo che puliva si occupa della raccolta della spazzatura :“La spazzatura di una persona racconta la sua vera storia” pensa, e intanto conserva i rifiuti delle persone sole per studiarne le consuetudini, nella sua casa buia e solitaria.

Introverso e taciturno, mette a disagio, una specie di alieno che si perde in: “lunghe riflessioni come immagini che gli scorrono in testa, contrappuntate da sensazioni quasi elementari”.

Un imprevisto lo costringe a venire alla luce, il giorno che incrocia la vita di una tormentata tredicenne; inoltre c’è qualcuno che lo sta cercando: la cacciatrice di mosche, che da cinque anni si occupa di trovare donne in difficoltà prima che sia troppo tardi…

Che ne dite? Interessante no?

Non entro ulteriormente nell’intreccio per non rovinare la sorpresa di quelli che hanno intenzione di leggere il libro, dico soltanto che i protagonisti principali sono quelli che solitamente ci si aspetta in questo tipo di storia.

Su tutti spiccano lo psicopatico di turno, il suo passato tormentato e alcuni raccapriccianti episodi da lui vissuti durante l’infanzia, perfettamente in linea con quello che ormai abbiamo imparato essere il profilo psicologico-comportamentale del classico assassino seriale, “tout court”.

IO SONO L’ABISSO è scritto bene, di facile fruizione e con alcune descrizioni originali e suggestive. Indubbio il talento di Carrisi nel confezionare storie a rapido impatto; ho apprezzato la tensione che ha saputo creare, il senso di qualcosa di irrisolto, sospeso tra le pagine: i protagonisti, intrappolati ciascuno a suo modo in un abisso di disperazione;  non hanno un nome, sono semplicemente identificati come: “L’uomo che puliva”, “la ragazza col ciuffo viola” , “La cacciatrice di mosche”, amplificando la sensazione di indefinibilità, di qualcosa di brutto che sta per accadere.

Sono sprofondata nell’abisso assieme ai personaggi e ne sono risalita, mi è piaciuto il colpo di scena finale e un po’ meno la nota ridondante dell’autore a libro terminato che recita così: “Le storie di questa storia sono ispirate a fatti realmente accaduti”, mi è apparsa inquietante, sia per le implicazioni sul racconto, ancor di più per la scelta lessicale stonata.

 

 

 

io sono l'abisso

 

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