IL TEMPO DEL DIAVOLO di Glenn Cooper

Una famiglia di quattro persone, composta da padre, madre e due bimbe di cinque e otto anni, scompare misteriosamente nel nulla.

Alcuni anni dopo, le due sorelle fanno la loro ricomparsa senza essere invecchiate di un solo giorno e mostrando sintomi bizzarri. Ricordano poco o nulla, se non di essere state tutto il tempo a bordo di un’astronave, in compagnia di un uomo e una donna grigi, e tutto intorno il bianco più assoluto…

Singolare e accattivante, la trama del nuovo romanzo di Glenn Cooper, intitolato IL TEMPO DEL DIAVOLO, coinvolge moltissimo grazie all’indiscussa abilità dell’autore di far leva su tematiche che mescolano i nostri timori più reconditi, con i desideri e le aspettative più intrepide.

Come ho già detto più volte, Glenn Cooper mi piace moltissimo dal tempo della sua Trilogia della Biblioteca dei Morti e la serie Dannati. Peccato che ultimamente trovo abbia perso un po’ dello smalto delle origini e confezioni storie su storie che viaggiano sempre sui binari del suo consueto schema narrativo.

A pagina 259 ho sentito un fastidioso pizzicore alla nuca, una sensazione inquietante di dejavu. Per coloro che hanno già letto questo romanzo, faccio riferimento alla scena nella quale il direttore dell’Istituto di Genetica medica e molecolare, il dottor Ferrol, fa il finto tonto con Marcus. Ebbene, il consunto siparietto mi ha riportato alla mente una situazione identica letta altrove che dunque anticipa in modo sgradevole gli accadimenti…

Detto questo, IL TEMPO DEL DIAVOLO è una lettura scorrevole, leggera, con un discreto piglio cinematografico, ottima da portare in spiaggia.