PICCOLE COSE PREZIOSE di Janelle Brown

In questi giorni di caldo torrido non c’è niente di meglio che confidare nei brividi provocati da un bel thriller: non fa smettere di sudare, ma di sicuro rinfresca la mente.

Ho scelto PICCOLE COSE PREZIOSE di Janelle Brown, attirata dall’importante promessa in copertina firmata dall’autorevole “The Washington Post”, di trovarmi di fronte a un’autrice definita la “nuova Patricia Highsmith”.

Ebbene, confermo e sottoscrivo che la trama e lo stile coinvolgente del romanzo, rimandano il pensiero al Il talento di Mr. Ripley (The Talented Mr. Ripley) della Highsmith, ma ahimè!  siamo ben lontani dalla scrittura sofisticata  e affinata dalla fascinazione fortissima per la violenza e per le sue conseguenze psicologiche, della scrittrice statunitense.

Il filo conduttore di PICCOLE COSE PREZIOSE è quello dell’impostura.

“E’ tutta una scena. Niente è vero, qui, neppure io. Ognuno di noi è apparenza e impostura.”

La storia verte su Nina, che vive a Los Angeles ed è cresciuta con la madre, esperta truffatrice. Di intelligenza fine e una laurea in Storia dell’arte che non è valsa a riscattarla da una vita di stenti, Nina ha bisogno di moltissimi soldi, ed escogita un modo di mettere a frutto sia la sua istruzione che il tempo trascorso a guardare le luccicanti vetrine dei negozi e i vari profili social dei ricchi di L.A… 

Il romanzo è carico di inganni, noccioli di risentimento amaro e riflessioni sulla libertà di decidere di essere invisibili, fregarsene dell’opinione altrui e godere della vita momento per momento, senza consegnarla puntualmente in pasto a voraci community.

Non mi è piaciuto, all’inizio del libro, il modo insistente nel quale l’autrice, attraverso la voce narrante della protagonista, si sofferma lungamente a riflettere e spiegare le arcinote dinamiche controverse dei social: il lettore non va imboccato, casomai accompagnato; inutile e ridondante in quanto più in là si ritorna di nuovo a ribattere sull’argomento tramite un altro personaggio principale, Vanessa, e questa volta in modo più appropriato e funzionale al contesto.

A parte questo, PICCOLE COSE PREZIOSE è senza dubbio un bel thriller. Le voci narranti si alternano in un meccanismo quasi perfetto e non si ha mai l’impressione di interruzione come capita in alcuni romanzi, dove il cambio di prospettiva appare forzato e qualche volta disturbante.

La parte finale mi è apparsa un po’ moscia: la trama perde di mordente e attrattiva, per veleggiare sulle quiete acque di un finale conciliante e un tantino strappa consensi.