11 – di Giancarlo Marinelli

Pensieri, realtà e poesia compongono il flusso armonico e impetuoso del nuovo romanzo di Giancarlo Marinelli, pubblicato dalla casa editrice “La nave di Teseo”.

A vent’anni dall’attacco alle Torri Gemelle che colpì il cuore degli Usa, l’autore racconta con uno stile volitivo e un punto di vista inedito la tragedia dell’11 settembre, riportando l’attenzione su uno dei più gravi attentati terroristici dell’età contemporanea.

La trama si sviluppa attorno agli scatti fotografici di Kostantin Petrov, giovane estone rifugiatosi a New York e ospite di David, anziano e non vedente. In cambio dell’ospitalità, David chiede solo di recarsi assieme a Konstantin in giro per la città, in modo da poter vedere attraverso gli occhi del giovane.

Kostantin lavora come elettricista presso una delle due torri del World Trade Center e lì si diverte a scattare foto di suppellettili e oggetti di uso comune. Le sue istantanee sono ordinarie e allo stesso tempo sconvolgenti: scandiscono i capitoli del romanzo, testimonianze silenziose dal sapore sinistro.

Inquietante e piuttosto evocativa anche la serie di scatti a vuoto di Kostantin; neri, tutti uguali, inesorabili lungo le pagine finali, a rappresentare con il buio, l’angoscia senza speranza. Personaggi celebri e persone comuni, le cui vite sono strettamente connesse dallo stesso dramma, prendono vita nella storia e si raccontano.

Per esempio c’è Alia Ghanem, madre di Osama Bin Laden con il suo amore struggente e incondizionato, in attesa di incontrare il figlio nel deserto afgano… Magnifiche, crudeli e potenti le riflessioni della donna: “Solo lui dice Mamma così, e se dovesse scrivere quella parola non saprebbe cosa metterci di seguito, non un punto, perchè c’è sempre un’apertura di respiro, lo spalancarsi trattenuto di un abisso di dolcezza, di ricordi, confidenze, ammissioni, segreti che vorrebbero finalmente venir fuori, ma nemmeno i puntini sarebbero giusti, ché quel seguito inespresso, quel gigantesco non detto di milioni di cose impossibili da raccontare, hanno paradossalmente una chiusura, una loro definitezza non suscettibile d’essere prolungata da alcunché, Mamma, c’è una tale sgomenta tassatività, una tale smisuratezza con un presagio di caduta e volo insieme, di cui Osama le chiede a un tempo conto e aiuto, che null’altro può essere aggiunto.”

Una lettura intensa, amara e commovente.

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Giancarlo Marinelli
La nave di Teseo
Oceani
2021