RITRATTO DI UN ASSASSINO di Anne Meredith

Senza dubbio, RITRATTO DI UN ASSASSINO è il mio romanzo preferito tra quelli proposti dalla nuova collana Vallardi dedicata ai classici del giallo della British Library: non c’è niente di meglio di un’antico maniero con i suoi abitanti cupi e rancorosi, per catalizzare la mia attenzione.

Il libro si apre il giorno della vigilia di Natale sotto un tetto inospitale, tra gente insensata e conversazioni burrascose, e annuncia la morte imminente per mano di uno dei suoi figli, del settantenne Adrian Gray:

“L’ omicidio fu improvviso e non premeditato, e l’assassino rimase fermo a guardare prima l’arma poi il cadavere, all’ombra di tende damascate, senza angoscia nè timore, ma incredulo e frastornato.”

La storia si srotola sulla descrizione particolareggiata e interessante delle vicende e dei tratti caratteriali dei figli di Adrian; scopriamo molto presto che ciascuno di loro possiede un movente valido per commettere l’atroce misfatto e che Il signor Gray sta attraversando un momentaccio: proprio lui, cultore dei beni materiali, ha scoperto che più della metà dei suoi titoli vale quanto un sacco di pietre, e intanto tutti i suoi parenti di sangue o acquisiti, gli stanno col fiato al collo per avere un po’ di soldi…

La trama convince e lo stile narrativo è spiazzante: dopo un esordio di un certo tipo infatti,  nel capitolo a pagina 53, assistiamo ad un repentino cambio di rotta: il racconto vira dalla presentazione dei protagonisti e le loro miserie, al diario dell’omicida che svela “tout court” la sua identità. Siamo a pagina 53, già sappiamo chi è l’assassino e tutte le dinamiche connesse a questo fatto, ne rimangono altre duecento circa. Cosa può accadere ancora? Ebbene l’autrice dimostra di avere ancora molte carte da giocare. L’intreccio affonda sempre più nella famiglia dei Gray, squassata dalla rottura delle tradizioni nobiliari. I suoi membri sono in declino e il loro punto di vista è cambiato:

“I Gray delle vecchie generazioni avrebbero stentato a riconoscere i loro discendenti, e di certo non sarebbero stati orgogliosi di ammettere che erano parenti.”

A metà libro entra in gioco l’investigatore Ross, una persona dal passato originale, le cui riflessioni puntuali e taglienti non mancheranno di sorprendere e qualche volta far sorridere amaramente, ma resta una figura marginale: i protagonisti assoluti rimangono i membri della decadente famiglia Gray.

RITRATTO DI UN ASSASSINO è un raffinato gioco psicologico a carte scoperte, dove si sovrappongono battaglie di ingegni, pose arroganti per nascondere la paura, farneticatori, intrallazzi e tranelli. Davvero gustoso!

Dettagli

Anne Meredith
Vallardi A.
I classici del giallo della British Library
2021