PERCHE’ ISTANBUL RICORDI di Ahmet Ümit

“Vale la pena di vivere anche solo per amare un quartiere” scrive Yahya Kemal e il commissario Nevzat Akman, proprio come il grande poeta, sente di essere fortunato ad abitare ad Istanbul; nonstante l’affollamento e la sporcizia, prova un sentimento molto simile all’orgoglio e anche noi lettori, non possiamo rimanere indifferenti alle immagini potenti evocate dal racconto di questa enorme città millenaria: Le tradizioni, i paesaggi, i miti, le leggende, l’antico e il moderno che non sempre convivono in modo positivo. Un romanzo completo, carico di fascino e sensibilità, una trama così multisfaccettata e interessante da catturare l’attenzione fino alla parola fine che arriva dopo circa seicento meritatissime pagine.

 Il cadavere di un docente universitario e celebre archeologo, viene rinvenuto nella zona di Sarayburnu. Tra le sue mani, un’antica moneta con incise una luna e una stella al centro; sulla moneta c’è scritto Bisanzio, primo nome di Istanbul.

Di sicuro un’ indagine diversa dalle altre, quella che si trovano a condurre il commissario Nevzat Akman e i suoi giovani collaboratori: oltre a discutere e soppesare situazioni e ipotesi, devono anche considerare eventi storici dei quali sanno poco o nulla, quasi come archeologi alle prese con gli oscuri misteri della città. La situazione diventa ancor più ingarbugliata quando vengono commessi altri omicidi in altrettanti luoghi storici e con le stesse modalità. Il caso appare indecifrabile e spetta a Nevzat cercare le connessioni giuste affinchè diventi semplice da spiegare.

Un noir elegante e raffinato, i personaggi principali, finemente tratteggiati dal punto di vista psicologico. La trama è descritta in modo talmente vivido da sembrare reale e le numerose descrizioni di luoghi, miti, tanta storia e leggende, impreziosiscono la lettura senza appesantirla.

Protagonista indiscussa la città millenaria di Istanbul, che se ne sta nella sua semplice tranquillità, nonostante il succedersi decine di re, imperatori e sultani, trionfi e saccheggi, festeggiamenti e parate di vittoria, epidemie e terremoti, carestie e ribellioni che hanno fatto tremare sovrani e gettato il regno nel caos: conserva le sue vicissitudini silenziosamente strette nella memoria di ogni pietra, ferro, legno. Ahmet Ümit racconta con ardore nostalgico di un paese violentato da uomini d’affari senza scrupoli. Non mancano momenti di poesia, come quello che l’autore evoca attraverso la voce di Yekta, compagno di vecchia data del commissario:

 

UN TREMORE NEL VUOTO
 La tua assenza ha riempito l'aria. 
 C'era una Istanbul desolata. Appoggiato contro la disperazione del cielo, che ingiallisce al vento settembrino, che somiglia alle cartoline dei giorni di festa.
  La tua assenza ha riempito l'aria. 
 Un bambino piangeva alla stazione, i suoi singhiozzi interrompevano il mio sonno notturno, i treni passavano nelle mie pupille, annerivano le mie speranze candide. La tua assenza ha riempito l'aria.
  Avrei potuto cambiare il mondo, invece il mio volto invecchia allo specchio. Anche se guardo di lato, un ricordo ho di fronte, ora che mi accorgo che Istanbul non ti somiglia. 
 La tua assenza ha riempito l'aria. 
 Un cuore a pezzi sulle nostre spalle, nel petto una testa confusa, che si contorce in un vortice di eventi, vagherei in tua assenza, ai confini della follia.
  La tua assenza riempie l'aria. 
 C'era una Istanbul che sanguinava nella desolazione dell'universo.

Una storia intrisa di passione e storia, da leggere con attenzione e pazienza. Il finale commovente e inatteso.

perchè istanbul ricordi. edizione integrale

Collana: ATTRAVERSO Anno: 2020 Nr. Pagine: 560 Isbn: 9788894911381

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